International Disaster Response Law: Regole e principi di diritto internazionale e dell'Unione europea in materia di prevenzione e gestione dei disastri naturali e antropici

(2013-2016)

Sito web: http://disasterlaw.sssup.it

Coordinatore Unità di Bologna: Prof. Federico Casolari

 

Il Progetto è finanziato dal Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca

nell'ambito del Programma FIRB "Futuro in Ricerca 2012"

 

 

 

Abstract

Studi recenti sembrano indicare una crescente incidenza di eventi calamitosi causati sia da fenomeni naturali che da attività umane pericolose. A volte i due fattori si combinano, dando luogo a catastrofi suscettibili di generare costi umani e materiali ingentissimi e di compromettere in maniera irreparabile l'ambiente (si pensi, ad esempio, ai recenti avvenimenti in Giappone). Dovendo far fronte a eventi di eccezionale portata, gli Stati colpiti hanno invocato l'aiuto della comunità internazionale, chiamata ad assistere le popolazioni colpite attraverso l'organizzazione di attività di soccorso. Gli attori intervenuti si sono tuttavia frequentemente trovati ad operare in un quadro giuridico internazionale frammentato e lacunoso, che ne ha frenato le attività, compromettendone l'efficacia. Anche le attività di prevenzione dei disastri e di mitigazione dei rischi ad essi connessi non sono attualmente disciplinate in maniera soddisfacente. I pochi strumenti esistenti si attagliano soltanto ad alcuni tipi di disastri, o hanno portata regionale o, ancora, non sono giuridicamente vincolanti. Il presente progetto di ricerca intende fornire un contributo alla risoluzione dei problemi esaminati, cercando di identificare il quadro normativo vigente in materia di prevenzione dei (e risposta ai) disastri naturali e antropici (c.d. International Disaster Response Law, IDRL). L'analisi condurrà poi all'individuazione dei deficit normativi esistenti e alla formulazione di proposte concrete atte a colmarli. L'obiettivo generale del progetto è di rendere più efficaci i meccanismi internazionali tesi alla prevenzione dei disastri e alla loro gestione, nella speranza che una regolamentazione giuridica più completa possa ridurre la portata distruttiva di tali eventi e le perdite umane e materiali ad essi connesse.

 

Obiettivi

Il progetto, affrontando numerose tematiche ancora bisognose di approfondimento, si propone di contribuire al processo in atto di costruzione dell'IDRL come branca autonoma del diritto internazionale, nell'obiettivo ultimo di rafforzare il livello di protezione delle comunità e degli individui vittime delle conseguenze di un disastro. Alla luce della ripartizione delle tematiche sopra descritte gli obiettivi specifici del Progetto sono i seguenti:

  • ricostruzione del diritto internazionale vigente in materia di prevenzione e gestione dei disastri;
  • elaborazione di un lessico condiviso in tema di IDRL;
  • identificazione dei diritti, obblighi e responsabilità nella prevenzione e gestione dei disastri degli Stati, delle OI e degli attori non-statali;
  • elaborazione di un catalogo di diritti spettanti agli individui vittime di disastri;
  • definizione del quadro giuridico che disciplina l'attuazione delle operazioni internazionali di soccorso;
  • definizione della dimensione regionale dell'IDRL, con specifica attenzione all'ordinamento dell'UE;
  • valutazione delle modalità di recepimento, da parte degli Stati, degli obblighi assunti nell'ambito dell'IDRL con particolare riferimento all'ordinamento italiano, che risulta ancora carente

Il conseguimento di questi obiettivi specifici concorrerà alla realizzazione della sua finalità ultima contribuendo a: a) individuare eventuali lacune dell'IDRL; b) sensibilizzare tutti gli attori coinvolti nelle attività di prevenzione e gestione dei disastri delle problematiche giuridiche legate alle loro attività; c) stimolare il dibattito nella comunità scientifica su queste tematiche e d) formulare un set di proposte concrete e scientificamente fondate agli attori rilevanti al fine di superare le difficoltà individuate.

 

Membri

Il progetto di ricerca è condotto da quattro unità di ricerca:

 

Le quattro Unità affronteranno le problematiche giuridiche sopra individuate secondo il seguente schema.

Unità Sant'Anna

L'Unità Sant'Anna, coordinata dal Dr. Emanuele Sommario, ha innanzitutto il compito di calare l'IDRL nel contesto storico-politico che ne ha favorito il consolidamento. Cercherà inoltre di definirne gli esatti contorni, compiendo una ricognizione degli strumenti universali, regionali e bilaterali ad esso ascrivibili, accompagnata ad un'analisi dei loro contenuti. L'attenzione sarà inoltre rivolta ad altri settori del diritto internazionale (diritto umanitario, diritti umani, diritto dell'ambiente, ecc.) che contribuiscono a definire gli obblighi e i diritti degli Stati in questo settore. Infine, si passeranno in rassegna, in un'ottica comparatistica, i meccanismi regionali di gestione dei disastri istituiti negli ultimi anni fuori dal contesto europeo.

Unità Uninettuno

L'Unità Uninettuno, coordinata dalla Dr.ssa Flavia Zorzi Giustiniani, si occupa del quadro dei diritti, obblighi e responsabilità dello Stato colpito dal disastro. A tal fine cercherà anzitutto di inquadrare il ruolo dello Stato territoriale nella gestione dell'emergenza, e in particolare le caratteristiche e i limiti del suo consenso all'accesso umanitario. Ponendosi dal punto di vista delle vittime, l'unità si propone poi di determinare quali siano gli standard minimi di tutela dei diritti umani in situazioni di disastro e se in tali contesti possa riscontrarsi  l'esistenza, o il progressivo affermarsi, di un diritto “umano” all'assistenza umanitaria. L'analisi riguarderà infine il quadro giuridico-istituzionale esistente in materia di prevenzione dei disastri, e i relativi obblighi dello Stato investito dal disastro.

Unità Roma Tre

L'Unità Roma Tre, coordinata dal Prof. Giulio Bartolini, approfondisce i diritti, obblighi e responsabilità degli “attori esterni” allo Stato territoriale nel quale si è verificato il disastro ed il rilievo del diritto internazionale nel delineare i compiti delle missioni di soccorso internazionale e i limiti operativi alla loro azione. Un primo tema riguarda l'accesso umanitario da parte di attori terzi e il rilievo del principio della Responsibility to Protect. Volgendo l'attenzione agli aspetti operativi, l'Unità si occuperà di temi quali: a) gli ostacoli normativi alla gestione dei beni impegnati nell'assistenza; b) lo status del personale coinvolto nelle operazioni; c) la cooperazione civile-militare e il ricorso alle forze armate nell'aiuto umanitario; d) l'impiego di Private Security Companies; e) il finanziamento della gestione delle emergenze. Infine, l'Unità approfondirà il tema della responsabilità degli attori terzi per illeciti commessi nel corso delle missioni.

Unità di Bologna

L'Unità Bologna, coordinata dal Dr. Federico Casolari, esamina anzitutto le soluzioni offerte rispetto alla gestione dei disastri naturali e antropici nell'ordinamento dell'Unione europea. Tale sistema giuridico si contraddistingue, infatti, per l'elaborazione di articolati meccanismi di reazione alle emergenze che si verificano nel territorio degli Stati membri ma anche in Paesi terzi. Peraltro, si tratta di una cornice normativa sulla quale la recente riforma introdotta dal Trattato di Lisbona è intervenuta in maniera significativa e l'Unità si occuperà anche delle prospettive che emergono dal rinnovato quadro istituzionale e giuridico. In secondo luogo, si verificheranno le modalità di implementazione dell'IDRL negli ordinamenti statali. L'indagine si focalizzerà sul quadro normativo italiano, ancora lacunoso, e su quello di alcuni Paesi che hanno recentemente modificato la propria normativa di riferimento, anche in conseguenza del verificarsi di disastri sul loro territorio.

 

Partner

I partner delle quattro Unità forniranno un utile supporto scientifico nel corso della ricerca e il loro contributo potrà essere funzionale a più Unità. Dato il tema della ricerca, incentrato sulla prevenzione e gestione delle emergenze internazionali, sarà fondamentale la partecipazione degli stakeholders rilevanti per queste missioni, ovvero centri di ricerca specializzati e Istituzioni internazionali e nazionali operanti in questo campo. La partnership avverrà tramite i ricercatori e funzionari coinvolti nella riflessione teorica e di definizione delle policy della gestione delle emergenze e, altresì, con la partecipazione dei responsabili della implementazione delle azioni di soccorso. In tale modo i risultati attesi della ricerca, comprendenti anche linee guida e elaborazione di good practices, potranno avere un rilevante impatto, poiché si rivolgeranno agli stessi attori principali operanti nella prevenzione e gestione delle emergenze, che sono già partner attivi del progetto di ricerca.

A) Collaborazioni con organismi di ricerca stranieri:

 

B) Collaborazioni con organismi di ricerca pubblici nazionali:

 

Output

I risultati attesi dal Progetto e i prodotti della ricerca saranno molteplici. In particolare:

  • elaborazione di puntuali contributi scientifici sui temi affrontati, in forma di volumi collettanei, articoli scientifici, ecc., essenzialmente in lingua inglese per garantirne l'ampia diffusione, che permettano di disporre di un quadro unitario e aggiornato delle problematiche in oggetto;
  • predisposizione di codici di condotta, manuali di buone pratiche, contributi di sintesi di facile accesso, anche tramite l'utilizzo di risorse web, per favorire l'applicazione dei principi dell'IDRL da parte dei rilevanti stakeholders e degli operatori coinvolti nelle missioni di assistenza internazionale;
  • creazione di sito web e newsletter per lo sviluppo della ricerca e la diffusione dei risultati conseguiti, anche attraverso la sperimentazione di modalità di e-learning, rispetto alle quali le competenze specifiche dell'Università coordinatrice (Uninettuno) saranno particolarmente rilevanti;
  • ampia diffusione dei risultati attesi presso il mondo accademico e i rilevanti stakeholders, specie con iniziative mirate alla partecipazione di questi ultimi che, nella metodologia di diffusione, tengano in adeguata considerazione la natura dei soggetti coinvolti, anche grazie agli strumenti pratici e alle risorse web sopra delineate;
  • sviluppo di proposte organiche di intervento rispetto all'ordinamento italiano, che è in parte inadeguato rispetto ai temi in oggetto, e a quello dell'Unione europea, che è attualmente caratterizzato da una revisione complessiva degli strumenti vigenti alla luce delle innovazioni introdotte dal Trattato di Lisbona;
  • facilitare l'ingresso di giovani studiosi nelle strutture universitarie. In particolare, oltre alla previsione della figura del “giovane ricercatore” le Unità di ricerca hanno preventivato l'attivazione di diversi assegni di ricerca e borse di studio per favorire il coinvolgimento di giovani ricercatori nel Progetto.

Su di un piano più generale, le attività didattiche, di formazione e divulgative che saranno condotte parallelamente alla ricerca avranno l'effetto di sensibilizzare ulteriormente gli ambienti accademici, gli operatori del settore e altri attori rilevanti rispetto ad argomenti di sempre maggiore importanza. L'impatto della ricerca verrà amplificato dal fatto che le università proponenti hanno già ottenuto il consenso dei più rilevanti stakeholders operanti nell'IDRL rispetto alla possibilità di svolgere congiunte iniziative di diffusione dei risultati, come previsto nelle lettere di intenti. Si può dunque prevedere che i risultati dello studio non solo saranno condivisi con tali istituzioni, ma verranno utilizzati nelle attività di formazione, consulenza e ricerca condotte con (o per conto di) queste organizzazioni.